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Quando un adolescente si siede di fronte a noi, generalmente ci troviamo in una di queste due situazioni.

La prima situazione è quella del ragazzo che ci guarda storto per tutto il tempo perché vorrebbe essere ovunque eccetto che nel nostro studio. Spesso lascia parlare i genitori e, se interrogato, risponde a monosillabi. I genitori si lamentano perché non studia o perché sta sempre con la faccia nel tablet. Il ragazzo ci vede come un alleato dei genitori e non ha nessuna voglia di parlare con noi. Dichiara di non avere nessun problema, ma quando finalmente rimaniamo soli e il ragazzo riesce ad aprirsi scopriamo che dei problemi ci sono, ma raramente sono gli stessi problemi che riportano i genitori.

La seconda situazione è quella del ragazzo che ha richiesto espressamente al genitore di essere portato a fare un colloquio, ma il genitore sminuisce il problema dicendo “anch’io alla sua età ero così” oppure “non saranno mica questi i problemi”. Quando la richiesta di un colloquio viene dal ragazzo spesso è legata a una difficoltà di socializzazione con i coetanei, o al sentirsi diversi o inadeguati.

In entrambi i casi i ragazzi si sentono poco capiti dai genitori e i conflitti sono all’ordine del giorno, e noi dobbiamo fare un lavoro davvero molto delicato muovendoci da una sponda all’altra.

E poi c’è la scuola: alte aspettative del ragazzo o dei genitori possono provocare problemi di ansia, o di rendimento scolastico, che possono anche portare ad una bocciatura. O magari il problema è la noia, o la scelta della scuola superiore che sembra impossibile, o l’autonomia nello studio che ancora non c’è. O ancora, il bullismo: il ragazzo può essere bullizzato oppure può essere lui stesso il bullo.

In questa fase della vita inoltre si sperimentano i primi fallimenti, le prime delusioni, che noi adulti tendiamo ad etichettare come sciocchezze solo perché non ci ricordiamo come ci si sente ad essere lasciati dalla prima ragazza o ad aver litigato con l’amica del cuore. Gli adolescenti più degli adulti hanno difficoltà a gestire le emozioni, perché il loro cervello si sta sviluppando e la regolazione delle emozioni non funziona ancora bene. Per questo è importante intervenire il prima possibile quando ci sono problematiche legate alle emozioni come l’ansia o la tristezza o la rabbia. Anche negli adolescenti inoltre si possono avere dei veri e propri disturbi d’ansia come quelli degli adulti, ad esempio il disturbo ossessivo compulsivo (link alla pagina del disturbo).

Se ti ritrovi in uno di questi problemi ricordati che prima si interviene, più facile è risolvere i problema, quindi compila il form qui sotto o chiama oggi stesso per fissare un appuntamento.