La depressione in età evolutiva e in adolescenza

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Davide è un bambino di 9 anni che presenta da circa un mese umore triste, perdita di interesse per la scuola e per il calcio, che solitamente amava molto. I genitori e le maestre hanno notato un significativo cambiamento nelle sue prestazioni scolastiche,infatti a causa della sua persistente difficoltà di concentrazione, non riesce a rimanere attento in classe e a svolgere i compiti per casa. Davide si lamenta spesso con mamma e papà di avere mal di pancia e mal di testa, ma dalla visita pediatrica non risultano motivi evidenti per diagnosticare una malattia fisica. Inoltre è da qualche settimana che i genitori notano maggiore irritabilità e scoppi di rabbia. I genitori decidono di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che diagnostica uno stato depressivo.

Cos’è il Disturbo depressivo maggiore

Il Disturbo depressivo maggiore rientra tra i Disturbi depressivi. La caratteristica principale è la presenza di umore triste, vuoto o irritabile, accompagnato da manifestazioni fisiche e cognitive che incidono in modo significativo sulla capacità di funzionamento della persona.

Il Disturbo depressivo maggiore è il più conosciuto tra i problemi internalizzanti dell’età evolutiva e dell’adolescenza.

Si è a lungo discusso sul fatto che la depressione potesse essere o meno un disturbo vero e proprio nell’infanzia e nell’adolescenza. Ad oggi è ampiamente riconosciuto che essa esiste come disturbo a sé, anche nei bambini e negli adolescenti.

 

Quali sono le caratteristiche del Disturbo depressivo maggiore

Nei bambini e negli adolescenti, la depressione è riconoscibile da 12 caratteristiche fondamentali:

  1. Umore depresso o tristezza eccessiva;
  2. Irritabilità;
  3. Perdita di interesse nelle attività;
  4. Alterazioni del sonno (ad es., sonno eccessivo, riduzione delle ore di sonno, peggioramento della qualità del sonno);
  5. Ritardo psicomotorio o lentezza nel movimento fisico (in qualche caso, agitazione fisica);
  6. Affaticabilità o mancanza di energia;
  7. Percezione di inadeguatezza, di mancanza di valore personale o senso di colpa;
  8. Difficoltà di pensiero, di concentrazione o nel prendere decisioni;
  9. Lamentele somatiche (ad es., mal di pancia, mal di testa, ecc.);
  10. Preoccupazioni relative alla morte (la paura della morte può non manifestarsi nei bambini più piccoli perché per loro questo concetto è ancora troppo astratto);
  11. Nei bambini e nei ragazzi, ci può essere una variazione del peso corporeo (aumento o diminuzione) o difficoltà a raggiungere il peso ottimale in base all’età e alla statura.

Generalmente bastano 5 caratteristiche per avere uno stato depressivo.

Almeno una deve essere umore depresso o perdita di interesse, per almeno due settimane.

I bambini e gli adolescenti possono mostrare più rabbia e ansia e meno verbalizzazioni di mancanza di speranza, rispetto agli adulti.

L’associazione con altri disturbi è molto alta e sembra riguardare il 40-70% dei casi di depressione infantile e adolescenziale. I disturbi più frequentemente associati alla depressione sono: i Disturbi della Condotta e i Disturbi d’ansia.

 

Qual è il trattamento del Disturbo depressivo maggiore

La letteratura sul trattamento della depressione infantile evidenzia solo in parte l’efficacia degli interventi farmacologici quando associati a interventi di psicoterapia. Le ricerche riportano maggiore efficacia della terapia cognitivo-comportamentale, rispetto ad altre forme di psicoterapia e alla sola farmacologia.

Naturalmente, nei casi più gravi (ad es. di tentato suicidio) la psicoterapia necessita di un abbinamento con l’intervento farmacologico.

 

Quali sono i criteri diagnostici del Disturbo depressivo maggiore

*Per poter diagnosticare il Disturbo depressivo maggiore, secondo il DSM-5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders – quinta edizione 2013; American Psychiatric Association), si fa riferimento a questi criteri:

  1. Cinque (o più) dei seguenti sintomi sono stati contemporaneamente presenti durante un periodo di 2 settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno uno dei sintomi è 1) umore depresso o 2) perdita di interesse o piacere.
  2. Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni, come riportato dall’individuo (per es., si sente triste/vuoto/a, disperato/a) o come osservato da altri (per es., appare lamentoso/a). (Nota: Nei bambini e negli adolescenti, l’umore può essere irritabile).
  3. Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni (come riportato dal resoconto soggettivo o dall’osservazione).
  4. Significativa perdita di peso, non dovuta a dieta, o aumento di peso oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi tutti i giorni. (Nota: Nei bambini, considerare l’incapacità di raggiungere i normali livelli ponderali).
  5. Insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni.
  6. Agitazione o rallentamento psicomotori quasi tutti i giorni (osservabile dagli altri; non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto/a o rallentato/a).
  7. Faticabilità o mancanza di energia quasi tutti i giorni.
  8. Sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti), quasi tutti i giorni (non semplicemente autoaccusa o sentimenti di colpa per il fatto di essere ammalato/a).
  9. Ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi tutti i giorni (come impressione soggettiva o osservata da altri).
  10. Pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico o un tentativo di suicidio o un piano specifico per commettere suicidio.
  11. I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo, scolastico o in altre aree importanti.
  12. L’episodio non è attribuibile ad altri disturbi medici.

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