Ho l’ansia, che faccio?!

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Che tu ci creda o no, l’ansia è una cosa buona: contribuisce alla nostra sopravvivenza e sicurezza ed è utile per preservare la specie umana. Se non esistesse l’ansia probabilmente non esisteremmo nemmeno noi, nel senso che ci saremmo estinti migliaia di anni fa.

L’ansia è un’emozione che scatta quando percepiamo un pericolo. Non c’è nessuna differenza, a livello fisiologico, tra l’ansia e la paura: entrambe provocano una attivazione fisiologica che viene chiamata reazione di attacco o fuga. L’unica differenza tra ansia e paura è data dal tipo di pericolo che ci troviamo di fronte.

Immagina di tornare indietro nel tempo e di essere un uomo primitivo. Stai camminando nella foresta e ad un certo punto ti ritrovi davanti una tigre dai denti a sciabola. In pericolo c’è la tua sopravvivenza: questa è paura. Il tuo cervello rilascia adrenalina e fa tutto il possibile affinché tu possa scappare il più velocemente possibile e sopravvivere alla tigre.

Ora torniamo ai giorni nostri: immagina di essere seduto in sala d’attesa mentre aspetti il tuo turno per sostenere un esame o un colloquio di lavoro. In pericolo questa volta non c’è la tua sopravvivenza ma qualcosa di diverso come il posto di lavoro, la possibilità di uno stipendio, o l’autostima: questa è ansia. Il tuo cervello, esattamente come prima, rilascia adrenalina e fa tutto il possibile affinché tu… Cosa? Affinché tu ti dia una svegliata e riesca ad essere concentrato sulle domande dell’esaminatore, no?! Se tu ti presentassi mezzo addormentato, con la palpebra calante e lo sbadiglio facile, secondo te riusciresti a sostenere un bell’esame? Certo che no! Questo è il motivo per cui l’ansia è una cosa buona. Diventa una “cosa cattiva” quando è troppa. In questo caso provoca l’effetto contrario: invece di concentrarti sulle domande dell’esaminatore inizierai a concentrarti sui sintomi dell’ansia: sulla tachicardia, sul fatto che stai sudando, sulla voce che ti trema. L’ansia aumenterà, i sintomi pure, ed entrerai in un circolo vizioso di ansia che molto probabilmente avrà un effetto negativo sul tuo esame.

Se stai leggendo questo articolo probabilmente ti ritroverai in questo secondo caso. Che fare quindi? Qui ti suggerisco due semplici tecniche per diminuire l’ansia.

La prima è una tecnica cognitiva e consiste nell’analizzare quello che ti stai dicendo in quel momento. Se l’ansia è troppa probabilmente ti stai raccontando che non ce la farai mai, che tutti ci riescono tranne te, e che se non passerai quell’esame sarà un disastro. Davvero? Prova a chiedertelo, potresti scoprire che le cose non stanno proprio così.

La seconda è una tecnica comportamentale ed è una tecnica di respirazione. Le tecniche di respirazione sono tantissime ma a me piace la tecnica del quadrato. Immagina di percorrere mentalmente un quadrato come quello raffigurato qui sotto

respirazione-lenta-quadrato

E di fare queste 4 operazioni:

  1. Inspira (per 3 secondi)
  2. Trattieni il respiro (per 3 secondi)
  3. Espira (per 3 secondi)
  4. Trattieni il respiro (per 3 secondi)

Poi ricomincia. Respira in questo mondo per qualche minuto e vedi cosa succede!
Se nemmeno una di queste due tecniche funziona sulla tua ansia, o la tua ansia ha iniziato a condizionarti la vita, probabilmente hai un vero e proprio disturbo d’ansia. In questo caso non ti resta che rivolgerti ad un professionista.

 

 

 


1 commento

Ansia e disturbi d’ansia: normalità o patologia? - Psicologia Psicoterapia Verona says:

24 Ottobre 2016 at 10:21

[…] pronti a sbranarci. Oggi però la maggior parte delle volte che parliamo o sentiamo parlare di ansia questa parola assume un significato negativo: […]

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